La mobilità e le emozioni

Quali sono le possibilità di una società moderna per affrontare e gestire la mobilità sostenibile? Quali sono le opzioni per influenzare il comportamento umano?

Le tesi dei “Colloqui di Dobbiaco” del 2006 mettono a fuoco l'aspetto emozionale della comunicazione. «Una nuova cultura della mobilità nasce quando le persone vengono coinvolte, con la loro ragione e le loro emozioni, nella ridefinizione delle offerte di mobilità. Le emozioni non devono essere negate né amplificate artificiosamente, ma avere la possibilità di esprimersi in un contesto adeguato. Per la mobilità occorrono quindi soluzioni congegnate in modo tale da non essere solo accettate passivamente, bensì vissute attivamente perché associate a emozioni positive. Le città di Zurigo e Friburgo dimostrano come, passo dopo passo, sia possibile non solo sviluppare ulteriormente un'offerta multimodale già eccellente, ma anche far nascere su questa base una nuova cultura della mobilità.

L'atteggiamento nei riguardi della mobilità deve cambiare, ma le esperienze maturate dimostrano che è senz'altro possibile rompere con le vecchie abitudini e la routine, purché le relative scelte politiche vengano effettuate in modo serio e coerente, in un costante dialogo con la cittadinanza.

In un confronto pubblico le argomentazioni ragionevoli riescono a prevalere» (tradotto da Glauber, Hans: Frankfurter Allgemeine Zeitung, 24 novembre 2006, pag. 14).

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